domenica 2 ottobre 2011

TELESE TERME - 18 Settembre 2011

Il Club “RUOTE STORICHE DI BENEVENTO” che ho l’onore di rappresentare si prefigge, attraverso la passione autentica per il motorismo storico, di far conoscere ed apprezzare le realtà storiche ed ambientali della provincia di Benevento.
Certo è, che ne abbiamo da vendere! Romanizzata per la sua strategica posizione geografica, capitale della Longobardia Minore, è gemmata da preziose emergenze monumentali che non vengono mai apprezzate a sufficienza per mancanza di un coordinamento generale e di una valorizzazione mirata degli stessi.
Non c’è Comune della provincia in cui non sia stato rinvenuto un cippo funerario, una colonna, una tomba che purtroppo, se conservate per centinaia di anni sotto terra, subiscono una più sfortunata sorte lasciate all’incuria, al vandalismo più sfrenato, e, quel che è più grave, all’indifferenza.
Ed al di là delle “salsicce e cecatielli” non si riesce ad andare.
Così i più ameni panorami e le aree di maggiore interesse turistico, perché uniche nel loro genere, non vengono offerte con il dovuto prestigio alla conoscenza di chi può raggiungerli con tempi di percorrenza minimi da quasi tutta la nostra Regione oltre che da quelle limitrofe per via di una rete di comunicazione viaria importante.
Questa volta vogliamo privilegiare TELESE TERME; la vogliamo far conoscere attraverso la riunione di tanti equipaggi di vetture storiche, la vogliamo far vivere attraverso la curiosità di vedere la successione statica e dinamica delle auto d’epoca, ne vogliamo trasmettere attraverso gli organi di stampa mediatici e cartacei ma soprattutto con messaggi visivi di siti internet ad un pubblico che non sarà presente e che se ne rammaricherà le autentiche bellezze.
E’ stato scelto il lago; uno specchio d’acqua dal nostalgico romanticismo che si inserisce in un panorama generale di scorci d’altri tempi, perché osai incontaminate dove l’acqua, elemento essenziale per la vita di tutti gli esseri viventi siano essi animali o vegetali, è anfitrione di questo splendido affresco naturalistico.Un pomeriggio sul Lago; partecipatelo per goderlo domenica diciotto settembre, ma per goderlo ed apprezzarlo ancora di più, se è ancora rimasto in un remoto anfratto dell’animo e della mente pur sacrificato dallo spietato e sfrenato egoismo consumistico, un briciolo di romanticismo per la persona che amate.

INQUADRAMENTO GEO-AMBIENTALE
Il comprensorio geografico della Valle Telesina nella quale IL Comune di TELESE TERME, in provincia di Benevento, si è morfologicamente realizzato tra due alti gruppi montuosi; quello di M. Erbano, Monaco di Gioia (gruppo del M. Matese) a settentrione e quello del Taburno e del Camposauro a meridione.





Stralcio del F° 173 della Carta d’Italia in scala 1:100.000 – I.G.M.



La morfologia generale del territorio è stata condizionata dai movimenti orogenetici tardivi del Pliocene e dai movimenti eustatici conseguenti le glaciazioni del periodo Quaternario; per questo essa si risolve in una zona ribassata “graben” in cui scorre la Valle del F. Calore ed in una zona rialzata “horst” costituita dalla successione di dossi collinari posti a nord di Telese ovvero M. Acero (q.736), Monticello (q.263), La Ricca (q.259) e M. Pugliano (q.213).
Una particolare caratteristica è quella che riguarda M. Pugliano (213 s.l.m.) caratterizzato dalla presenza di numerose “doline” sub circolari profonde anche centinaia di metri e con un diametro che raggiunge anche i 300 m. Al di sopra delle Terme si può, in effetti, assitere alla presenza della più straordinarioa concentrazione di doline da collasso nell'Appennino meridionale, legate dall'evoluzione di reticoli ipogei appartnenti presumibilmente ad una fase di carsificazione antica.



Queste caratteristiche forme morfologiche si sono formate a seguito della dissoluzione dei calcari operata dalla circolazione delle acque di superficie e di falda caratterizzate, queste ultime, da intense mineralizzazioni per dissoluzione sia delle rocce gessifere che di quelle carbonate, in quanto traggono la propria alimentazione dai bacini carsici del gruppo del Matese.
In realtà l'origine della mineraliz­zazione non è del tutto chiara ma, secondo recenti studi, potrebbe colle­garsi proprio alla formazione gesso­so-solfifera del Messiniano ovvero ad evaporiti presenti nei terreni triassici alla base dell'unità stratigrafico-strutturale Matese-Monte Maggiore.
In effetti, le acque trovano nei calcari fessurati facili vie di penetrazione ed esercitano tra gli spazi attraversati un’azione solvente ampliandoli tanto da creare veri pozzi che si addentrano verticalmente anche per centinaia di metri, mentre sugli impluvi tale azione realizza forme ad imbuto, a scodella, o a calice con pianta circolare o ovale che vengono comunemente chiamate “doline”.
Alle pendici del M. Pugliano, al confine tra i territori di San Salvatore e di Telese, si trovano le ben note “ sorgenti di trabocco” del Grassano da cui prende origine l’omonimo Rio dalle acque fredde e limpide e che sarebbero venute a giorno nell’ambito dei movimenti orogenetici tardivi del Pliocene ovvero almeno 25 milioni di anni fa.
Le sorgenti erogano all’incirca 6.000 litri di acqua al minuto secondo, una portata eccezionale tanto da far considerare il Rio Grassano come un vero e proprio fiume che decorre tra una folta vegetazione di canneti, faggi e pioppi ed attorno al quale è stato sapientemente realizzato un Parco naturalistico e faunistico di incontaminata bellezza esteso per ben 120.000 mq.



Le acque limpide e fredde che ben reggono al paragone con le più note Fonti del Clitumno, percorrono un parco naturalistico, un’oasi geografica incontaminata in cui la saggia architettura dell’uomo ha saputo coniugare la conservazione dell’ambiente con l’uso del territorio. Le limpide, trasparenti e cristalline acque tracciano il loro percorso in una piana posta a q.60 s.l.m. tra una folta vegetazione autoctona di canneti, salici e pioppi e lasciano incantati nell’osservare sul greto la policromia dei lucidi ciottoli arrotondati dall’erosione ed appartenenti in origine alle formazioni calcaree locali ed intorno le numerose nidificazioni della fauna avicola acquatica.






Scorcio del parco con il Rio Grassano - foto da Internet












LE ACQUE SOLFUREE



Il 25 gennaio del 1349 l’Italia Meridionale fu interessata da un terremoto di notevole intensità la cui documentazione consiste in uno scritto conservato nell’Archivio della Cattedrale di Isernia: ”Anno domini 1349 de mense Januarii in nocte Sancti Vinventii post coenam fuit unus multus magnus, et ab illa fere continue fuerunt quasi omni mense terremotus parvi usque navititatis……Gloriosae M. Virginis”.
A seguito di questa manifestazione tellurica si aprì una sorgente di acque minerali rivelatesi successivamente utilissime per curare particolari malattie della pelle e dell’apparato digerente e respiratorio in quanto ricche oltre che di zolfo bivalente, ossia di zolfo in uno stato di trasformazione molecolare, quindi attivo, anche di anidride carbonica che facilita la circolazione sanguigna periferica.
La costruzione delle attuali Terme attorno alle sorgenti di trabocco fu avviata nel 1876 alle falde del M. Pugliano a settentrione del centro abitato ad opera della famiglia Minieri che le inaugurarono sette anni dopo, nel 1883, anno in cui ebbe inizio, sul Monte Pugliano, la costruzione del Grand Hotel.
Poiché le sorgenti si trovavano in confine tra i territori di Telese e di San Salvatore, per molti anni si è assistito ad un contenzioso conclusosi nel 1957 con la costituzione di un Consorzio tra i due Comuni.



Le Terme di Telese, sotto stretto controllo medico esplicano attività curative nello stabilimento, che si trova in un parco di alberi secolari e sorgenti di acqua limpida ed attrezzato con due piscine di acqua termale sorgiva, i "Goccioloni" e la "Pera", per la prevenzione e la cura delle patologie dermatologiche.



Qui si può godere con la frescura degli alberi, un sano riposo accompagnato da un bicchiere di “acqua di sulfurea” e “tarallini” di San Lorenzo senza voler trascurare il parco giochi per bambini, le sale congressi, la pista da ballo e lo stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua sulfurea.

Un angolo del parco delle Terme – Foto da Internet















IL LAGO DI TELESE



Le più ardite ed inaudite teorie si sono sentite sul conto del Lago, oasi naturalistica sfuggita alla distruzione da profitto dell’attuale società e rimasto incontaminato nella fauna acquatica ed avicola oltre che nelle spontanee essenze erbacee ed arboree i cui colori, si mescolano con i riflessi dello specchio lacustre illuminato differentemente dal sorgere al calare del sole.
Si avvertono odori e sensazioni particolari anche perché non si tratta di un immenso specchio d’acqua, ma di un lago a misura d’uomo, nel senso che è possibile eseguirne il periplo e goderlo da qualsiasi angolatura avvertendo di volta in volta una infinità di immagini diverse l’una dall’altra.Il lago, a Sud.Est del centro abitato di Telese Terme, altro non è che grande dolina dalla caratteristica forma circolare, in sinistra del graben del F. Calore, inserito nel complesso travertinoso di recentissima formazione, e che vede la sua origine nella impermeabilizzazione da parte di materiali terrigeni del fondo della depressione.






Lo specchio lacustre al tramonto – Archivio personale



Il travertino affiorante su di un’ampia distesa pianeggiante allungata per circa 5.00 Km nella piana telesina, è una roccia di origine chimica; deriva infatti dalla precipitazione delle acque solfureo-carbonate alla base del M. Pugliano.
La caratteristica di questa roccia dall’aspetto spugnoso, è il poter riconoscere tutti i vegetali allo stato fossile che la compongono: foglie di alberi autoctoni nelle quali è possibile riconoscere le venature, piccole canne palustri affiancate come canne d’organo e cauli di essenze autoctone intrecciati come maglie di una ragnatela.



La deposizione massiva del travertino potrebbe essere avvenuta in clima temperato e, presumibilmente tra la II° e III° glaciazione Würmiana come hanno testimoniato le presenze vegetali e limno-lacustri, ma il fenomeno è tutt’ora in atto ed apprezzabile.
Per quanto riguarda gli affioramenti di rocce appartenenti ad altre storie geologiche quali l’estensione e la messa in posto dei materiali tufacei (le imbrigniti) e piroclastici, delle formazioni argillose, arenacee e sabbiose, dei calcari e dei limi lacustri, non si ritiene utile discorrerne ma, per gli appassionati, si rimanda ad altre pubblicazioni (M. Benvenuto - Paesaggio geologico nella provincia di Benevento – Ed. Il Chiostro).



Il Presidente del Club Ruote Storiche Benevento
Prof. Michele Benvenuto